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Speciale Macbettu a Cagliari

In occasione del ritorno a Cagliari dello spettacolo Macbettu, al Teatro Massimo, vi proponiamo un'imperdibile offerta dedicata allo spettacolo di grande successo di pubblico e critica: tratto da Macbeth di William Shakespeare e in scena dal 22 al 30 giugno.

Lo spettacolo ha la regia di : Alessandro Serra e con protagonisti Fulvio Accogli, Andrea Bartolomeo, Leonardo Capuano, Giovanni Carroni, Maurizio Giordo, Stefano Mereu, Felice Montervino, Leonardo Tomasi.

Vi proponiamo per due persone, al costo di Euro 129:

- Pernottamento in una confortevole camera doppia o matrimoniale per una notte

- Ricca e deliziosa prima colazione inglese a buffet , con in più le specialità della gastronomia sarda

- 2 biglietti per lo spettacolo per la sera del venerdì 29 giugno oppure del sabato 30 giugno (in base al giorno di soggiorno scelto), alle ore 21 in scena al Teatro Massimo.

- Connessione Wi-Fi in camera e nelle aree comuni

- Accesso alla nostra area fitness

- Parcheggio offerto


Macbettu di Alessandro Serra s’incunea in un crocevia: da un lato le intuizioni geniali del Macbeth di Shakespeare, dall’altra l’ispirazione del regista di fronte al Carnevale barbaricino. Della vicenda scespiriana si recupera l’universalità e la pienezza di sentimenti, millimetricamente in bilico sul punto di deflagrare. Di fronte ai carnevali sardi una visione: uomini a viso aperto si radunano con uomini in maschere tetre e i loro passi cadenzano all’unisono il suono dei sonagli che portano addosso. «Quell’incedere di ritmo antico, un’incombente forza della natura che sta per abbattersi inesorabile, placida e al contempo inarrestabile: la foresta che avanza» – così Serra descrive la suggestiva ascendenza da cui è scaturito il suo lavoro di contaminazione.

Macbettu traduce – e volontariamente tradisce – il suo riferimento testuale, valica i confini della Scozia medievale per riprodurre un orizzonte ancestrale: la Sardegna come terreno di archetipi, orizzonte di pulsioni dionisiache. La riscrittura del testo operata dal regista, trasferita poi in limba sarda da Giovanni Carroni, guarda a una interpretazione sonora: gli attori sulla scena – uomini, come da tradizione elisabettiana – decantano una lingua che è pura sonorità, si allontanano dal giogo dei significati per magnificare il senso.





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