Intrecci al T

Dalle maschere e costumi del Carnevale sardo passando per la magia delle installazioni dei “licuccos” di Caterina Lai, è la volta dell’anima della tessitura sarda con le trame dei tappeti di Eugenia Pinna e gli intrecci dei cesti della tradizione di Castelsardo, Flussio, San Vero Milis, Ollolai, Montresta e Sinnai.

La mostra che ospitiamo prevede l’installazione di 12 tappeti e di circa 45 fra panieri, cestini e corbulas. Di questi 45 cesti, 33 fanno parte della collezione storica dell’I.S.O.L.A., Istituto Sardo Organizzazione Lavoro Artigiano: sono pezzi unici nel loro genere e fanno parte dei beni inalienabili dell’Istituto; dei restanti cesti alcuni appartengono alla collezione del Gruppo folk del paese di Sinnai, altri sono opere d’arte della firma Imago Mundi.

I tappeti di Eugenia Pinna sono fra le realizzazioni più riuscite della tessitura contemporanea. All’esperienza “sul campo” assimilata a Nule, uno dei paesi sardi più attivi in ambito tessile, Eugenia Pinna ha sovrapposto una formazione da designer, il che le ha consentito di affiancare alla perfetta conoscenza dei materiali e dei processi di realizzazione il possesso di una metodologia aggiornata e rigorosa. Il tutto non basterebbe ancora a spiegare l’eccellenza del suo lavoro, se non vi si aggiungesse un senso finissimo del colore.