La settimana santa

7 giorni di riti dedicati alla Pasqua

A Cagliari le celebrazioni per la Settimana Santa si svolgono lungo le vie del centro storico, attraverso gli antichi quartieri di Marina, Villanova e Stampace.
L'origine dei riti tradizionali risale al 1600: come in altri centri dell'isola, infatti, a Cagliari le liturgie della rappresentazione della passione e morte del Cristo vengono ancora celebrate con antichi cerimoniali di ascendenza medievale, mediati dalla tradizione iberica.
Le celebrazioni sono curate da tre antiche Arciconfraternite, che fanno rivivere i momenti più suggestivi della Passione, morte e resurrezione del Cristo. Si inizia il venerdì che precede la Domenica delle Palme, con la Processione dei Misteri (Is Misterius): i sette simulacri rappresentanti i momenti della Passione, sostano in sette chiese, a simboleggiare le sette stazioni della Via Crucis.

Il Mercoledì Santo le consorelle del Santissimo Crocifisso lavano e profumano la statua del Cristo, per prepararla ai riti de S’Incravamentu (la crocifissione), che ha luogo il giovedì.
A questo rituale segue una processione molto sentita, in cui il simulacro del protettore della città, Sant’Efisio, viene vestito a lutto e condotto per le strade della città.
Il momento più suggestivo rimane però la processione de S’Interru (corteo funebre) del Cristo morto che, seguito dall’Addolorata, viene portato fino alla Cattedrale di Santa Maria.
Le celebrazioni si chiudono la Domenica di Pasqua con S’Incontru, cioè l’incontro dei simulacri della Madonna vestita a festa e del Cristo Risorto. Essi si inchinano l’uno all’altro per tre volte, dando inizio ai festeggiamenti della Pasqua.

Questa tradizione è così radicata e importante per la cultura cittadina che è citata anche dallo scrittore Francesco Alziator ne "La città del sole":

"Se notevole è dovunque l'importanza che le confraternite hanno, come vivo documento della tradizione religiosa popolare, tanto maggiore è quella che esse hanno a Cagliari, città nella quale fiorirono così numerose che non si sarebbe lontani dal vero se si affermasse che, tra il secolo XVI e il XVIII, ogni cagliaritano apparteneva ad una confraternita.
Attraverso queste associazioni, non solo si sono mantenute vive tradizioni di pietà, ma, per esse, sono giunti fino a noi laudi, canti, musiche, abbigliamenti ed usanze del passato."
Francesco Alziator
La Città del sole (1963)